Piazza del Castelletto a Pisa è uno dei punti più elevati della città, come testimonia anche il toponimo della vicinissima via del monte, con la pizzeria il Montino. Qui le piene dell’Arno non ci sono mai arrivate, anche se siamo a un passo dal lungarno. In piazza del Castelletto si sono avvicendati surgelati, sale giochi, una volta c’era il monte di pietà, c’è stata per secoli la tipografia Nistri, poi Lischi. Dietro l’angolo c’era una volta il Michelotti, ingrosso e dettaglio di alimentari di qualità, mentre sussiste la Pensione Rinascente. Nella piazza c’è anche una merceria storica e immensa: Fantoccino. Uno di quei negozi dove si ha l’impressione di poter trovare tutto, dagli infinitamente piccoli aghi ai voluminosi rotoli di stoffe. Un negozio in cui viene esaltato al massimo il ruolo della commessa che tutto sa e tutto trova, perché da soli non si può cercare quasi niente. Insomma, abituati come siamo agli scaffali del supermercato, questo sembra un luogo del passato. La sala enorme, piena di scaffalature, è coperta da un soffitto bianco dalle strane geometrie e, sorpresa sorpresa, i fori circolari lasciano intravedere dei tondi di vetro. Una forma di illuminazione discreta e diffusa molto comune nei palazzi tradizionali, e soprattutto nelle sale più riservate - come quelle dei bagni (turchi!) - a Istanbul! Questa foto (che nonostante le apparenze non è in bianco-e-nero) mostra il soffitto del bagno turco nei quartieri dell’Harem nel Palazzo Topkapi di Istanbul (l’antica residenza del Sultano e del suo entourage). In tutto e per tutto simile – mutatis mutandis - al soffitto della nostra merceria! Per una straordinaria visita virtuale del palazzo Topkapi si può andare qui.
giovedì 19 febbraio 2009
Un Harem sulle rive dell'Arno?
Piazza del Castelletto a Pisa è uno dei punti più elevati della città, come testimonia anche il toponimo della vicinissima via del monte, con la pizzeria il Montino. Qui le piene dell’Arno non ci sono mai arrivate, anche se siamo a un passo dal lungarno. In piazza del Castelletto si sono avvicendati surgelati, sale giochi, una volta c’era il monte di pietà, c’è stata per secoli la tipografia Nistri, poi Lischi. Dietro l’angolo c’era una volta il Michelotti, ingrosso e dettaglio di alimentari di qualità, mentre sussiste la Pensione Rinascente. Nella piazza c’è anche una merceria storica e immensa: Fantoccino. Uno di quei negozi dove si ha l’impressione di poter trovare tutto, dagli infinitamente piccoli aghi ai voluminosi rotoli di stoffe. Un negozio in cui viene esaltato al massimo il ruolo della commessa che tutto sa e tutto trova, perché da soli non si può cercare quasi niente. Insomma, abituati come siamo agli scaffali del supermercato, questo sembra un luogo del passato. La sala enorme, piena di scaffalature, è coperta da un soffitto bianco dalle strane geometrie e, sorpresa sorpresa, i fori circolari lasciano intravedere dei tondi di vetro. Una forma di illuminazione discreta e diffusa molto comune nei palazzi tradizionali, e soprattutto nelle sale più riservate - come quelle dei bagni (turchi!) - a Istanbul! Questa foto (che nonostante le apparenze non è in bianco-e-nero) mostra il soffitto del bagno turco nei quartieri dell’Harem nel Palazzo Topkapi di Istanbul (l’antica residenza del Sultano e del suo entourage). In tutto e per tutto simile – mutatis mutandis - al soffitto della nostra merceria! Per una straordinaria visita virtuale del palazzo Topkapi si può andare qui.
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